La dipendenza da alcol

è una malattia

e può essere curata.

Un finale migliore.

L’iniziativa

Ciascuno di noi è artefice del proprio destino. Può capitare di fare scelte sbagliate, può succedere a tutti, ma l’importante è riuscire a risollevarsi e trovare la strada giusta per riappropriarsi della propria vita.

L’alcoldipendenza è una malattia che può colpire chiunque, un nemico subdolo e silenzioso che, attraverso un comportamento usuale legato principalmente alle sensazioni di piacere che l’alcol determina, può portare insidiosamente ad una radicale trasformazione della vita,  facendo perdere progressivamente il controllo sul bere, inficiando così non solo l’esistenza, la vita lavorativa e sociale, le relazioni della persona con un problema di alcol, ma anche quelle dei familiari, amici e colleghi.

Le vite assoggettate all’alcoldipendenza sono storie che spesso possono finire male, perché la dipendenza da alcol compromette la possibilità di fare delle scelte costruttive.

Ciascuno di noi, però, è complice del proprio destino e può uscire da situazioni negative attraverso la forza di volontà ed il giusto sostegno. Può capitare a tutti di cadere nell’alcoldipendenza. Può capitare a tutti di riappropriarsi della possibilità di scegliere di tornare a vivere.

Si può decidere di avere un finale migliore.

Si può avere un finale migliore.

L’iniziativa “Un finale migliore” nasce per volontà di cinque Società Scientifiche (Società Italiana di Alcologia, Società Italiana di Psichiatria, Società Italiana Psichiatria delle Dipendenze, Federazione Italiana Operatori dei Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze e Società Italiana Tossicodipendenze) impegnate da anni a combattere questa piaga sociale attraverso la ricerca, la formazione degli specialisti, numerose iniziative di sensibilizzazione, non solo dell’opinione pubblica ma anche delle istituzioni e del legislatore, affinché l’alcol smetta di essere una piaga sociale, il cui peso può essere misurato attraverso le numerose ed ingiustificate morti per malattie correlate o per gli incidenti stradali, o tramite gli elevati costi sanitari legati a cure e ospedalizzazioni, che gravano sulla collettività e che potrebbero essere evitati.

L’iniziativa gode del patrocinio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Un finale migliore” , vuole essere un aiuto concreto a tutti coloro che soffrono di alcoldipendenza, ai loro familiari, amici e conoscenti, per aiutarli a riscrivere la propria storia puntando ad un finale migliore.

Esiste, infatti, la possibilità concreta per la persona dipendente dall’alcol e per il consumatore a rischio di ripercorrere in senso inverso il percorso che, attraverso quantità crescenti di alcol consumate con sempre maggiore frequenza, ha condotto nel tempo a subire gli effetti dell’alcol e le sue conseguenze negative sociali e sanitarie. La fine di un percorso che impegna la persona in un processo di cambiamento non è scontata. Ottenere un supporto, un sostegno, un incoraggiamento che deve essere disponibile e costante nel tempo, può fare la differenza tra salute e malattia, tra abilità e disabilità, tra una vita valida e attiva e una dipendente dall’uso della sostanza più diffusa e impropriamente normalizzata dalla società.

Oltre a contenere alcune informazioni utili per comprendere meglio il problema dell’alcoldipendenza, questo sito mette a disposizione di tutti coloro che cercano un supporto la possibilità di entrare in contatto con uno specialista.

Unfinalemigliore

Spot

30″ Un Finale Migliore

(soggetto #01)

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30″ Un Finale Migliore

(soggetto #02)

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30″ Un Finale Migliore

(soggetto #03)

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45″ Un Finale Migliore

(soggetto #04)

45″ Un Finale Migliore

Chi Siamo

La campagna “Un finale migliore” è promossa da cinque Società Scientifiche, tutte impegnate con ruoli diversi, nella lotta all’alcoldipendenza.

 

 

  • La Società Italiana di Alcologia è una società scientifica che coinvolge tutti i professionisti, specialisti ed operatori sanitari (gastroenterologi, epatologi, psichiatri, medici legali, igienisti, psicologi, sociologi, assistenti sociali e sociosanitari, educatori sanitari) che a vario titolo condividono dagli anni ’70 la indispensabilità di un approccio multidisciplinare, l’alcologia, quale metodologia più idonea ad affrontare su basi scientifiche il complesso problema dello studio delle relazioni esistenti tra  uomo e alcol e a fornire indicazioni di merito e competenti per migliorare la capacità individuale e sociale di contrastare le patologie e problematiche alcolcorrelate (PPAC) . La SIA promuove la ricerca e gli studi riguardanti l’alcol, sollecita il dibattito scientifico e sostiene la crescita di una cultura di tutela della salute in campo alcologico. La SIA è l’unica società Scientifica che ai sensi della Legge 125/2001 ha titolo di membro formale della Consulta Nazionale Alcol e che collabora per la realizzazione delle campagne del Ministero della Salute. La SIA ha istituito dal 2001 l’Alcohol Prevention Day che svolge annualmente su tutto il territorio nazionale in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS dell’Istituto Superiore di Sanità, il Centro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la promozione della salute e la ricerca su alcol e problematiche alcolcorrelate, l’Associazione dei Club Alcologico Territoriali e  Eurocare Italia.
    È attualmente presieduta dal Prof. Emanuele Scafato, gastroenterologo, epidemiologo presso l’Istituto Superiore di Sanità.

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  • La Federazione Italiana Operatori dei Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze si pone quale obiettivo il miglioramento della qualità degli interventi nel settore dei consumi problematici e delle dipendenze da sostanza e da comportamenti, facendo da riferimento scientifico ed organizzativo ai professionisti che hanno contribuito e contribuiscono a fare la storia e la scienza di questo settore in Italia.
    Il Presidente in carica è il  Dott. Pietro Fausto D’Egidio.

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  • La Società Italiana di Psichiatria, Presieduta dal Prof. Claudio Mencacci,  ha lo scopo di promuovere ogni attività a vantaggio e tutela della salute mentale e di favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze sui disturbi mentali e sul loro trattamento.  Promuove pertanto attività di ricerca, formazione e aggiornamento della classe medica.
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  • La Società Italiana Psichiatria delle Dipendenze, sezione speciale della Società Italiana di Psichiatria, si occupa da anni della promozione di iniziative cliniche, scientifiche e di formazione inerenti l’area della dipendenza da sostanze e delle dipendenze comportamentali nelle sue implicazioni psicopatologiche. In particolare ha condotto una ricerca multicentrica nazionale sui Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e le Comunità Terapeutiche in Italia (Psychiatric and Addictive Dual Diagnosis Sudy in Italy) che ha permesso di conoscere la rilevanza del fenomeno dell’abuso e delle dipendenze, in particolare per quanto riguarda l’alcol, per come affrontato nei DSM del nostro Paese. L’attuale Presidente della SIP.Dip è il Prof. Massimo Clerici.

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  • La Società Italiana Tossicodipendenze attualmente presieduta dal Prof. Icro Maremmani, promuove lo sviluppo di una visione scientifica del problema dell’abuso di sostanze psicoattive, della tossicodipendenza e delle dipendenze comportamentali. È un soggetto attivo di ricerca, formazione ed informazione per gli operatori e dagli operatori all’intera società.

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Cos’è l’alcoldipendenza?

L’alcoldipendenza è una malattia. In seguito a un elevato e persistente consumo di bevande alcoliche, l’alcol interagisce con le strutture nervose e in particolare con il cervello esercitando, attraverso le sue proprietà psicoattive, in pratica di stimolazione del senso del piacere, un azione diretta sul comportamento di chi beve portandolo a ricercare con sempre maggior frequenza tali sensazioni che tuttavia vengono raggiunte solo a fronte del consumo di quantità sempre crescenti di alcol. Ciò comporta un abbassamento della percezione del rischio e genera la perdita della capacità di controllo nel bere con alterazione significativa delle capacità e dei processi decisionali che in condizioni di normalità impedirebbero la ricerca da parte della persona di una intossicazione alcolica. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che un elevato consumo di alcol modifica il sistema motivazionale, impedendo alla persona di trovare le ragioni della cautela nel bere e, al contrario, causando un aumento del desiderio di assumere alcol e riducendo il controllo dell’individuo sul bere.

Il rischio di alcoldipendenza aumenta al crescere del consumo di alcol.

Si stima che in Italia gli alcoldipendenti siano circa 1 milione: uomini e donne, giovani e anziani, di tutte le classi economiche e di qualunque livello culturale e d’istruzione. La dipendenza da alcol può colpire chiunque.

Oggi, secondo i dati trasmessi dal Ministero della Salute al Parlamento nella relazione annuale prevista dalla Legge 125/2001, sono solo 58.000 gli alcoldipendenti che si rivolgono ai Servizi deputati alla cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza. Solo 58.000 cercano il loro finale migliore.

ESISTONO VARI LIVELLI DI RISCHIO PER LA SALUTE

Il livello di rischio per la salute è direttamente collegato alla quantità di alcol consumato. Maggiori sono le quantità di alcol consumate, maggiore è il rischio che si presenti una delle oltre 200 malattie completamente o parzialmente riconducibili al consumo di alcol, tra cui ben 14 tipi di cancro.

In Italia le linee guida per una sana alimentazione suggeriscono di non superare mai i limiti a basso rischio pari ad un bicchiere di qualunque bevanda alcolica per le donne, per gli ultra 65enni, per i giovani di età compresa tra i 18 ed i 20 anni e due per gli uomini.

I bambini e gli adolescenti sino ai 18 anni di età non devono bere a causa dell’incapacità fisiologica a metabolizzare l’alcol che circolerebbe immodificato nell’organismo determinando danni agli organi bersaglio (cervello e fegato) in proporzione maggiore rispetto agli adulti. È comunque sempre consigliabile consultare un medico che conoscendo la situazione individuale  potrà fornire con cognizione indicazioni personalizzate.

Hai un problema con l’alcol?

Esistono diversi modi per identificare un comportamento a rischio.
Per scoprire se il tuo consumo è a rischio bastano 3 domande:

Fonte: Alcohol Use Disorders Identification Test – Osservatorio Nazionale Alcol – World Health Organization Collaborating Centre for RESEARCH and HEALTH PROMOTION on ALCOHOL and ALCOHOL – RELATED HEALTH PROBLEMS

  1. Con quale frequenza consumi bevande alcoliche?

  • Mai
  • Meno di 1 volta/1 volta al mese
  • 2-4 volte al mese
  • 2-3 volte a settimana
  • 4 o più volte a settimana

(0 punti)
(1 punto)
(2 punti)
(3 punti)
(4 punti)

 

  1. Nei giorni in cui bevi, quante bevande alcoliche consumi in media?

  • 1 o 2
  • 3 o 4
  • 5 o 6
  • 7 o 9
  • 10 o più

(0 punti)
(1 punto)
(2 punti)
(3 punti)
(4 punti)

 

  1. Con quale frequenza ti è capitato di bere 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione?

  • Mai
  • Meno di 1 volta al mese
  • 1 volta al mese
  • 1 volta alla settimana
  • Ogni giorno o quasi

(0 punti)
(1 punto)
(2 punti)
(3 punti)
(4 punti)

 

Sommando i punteggi ottenuti puoi verificare se il tuo consumo di bevande alcoliche è a rischio. Se il tuo punteggio è superiore a 4 (per le donne) e superiore a 5 (per i maschi) sarebbe opportuno che ti rivolgessi al tuo medico di famiglia per approfondire la valutazione clinica.

Anche per diagnosticare l’alcoldipendenza esistono diversi mezzi. Se hai almeno 3 delle 8 condizioni riportate nella lista che segue è bene che tu ti rivolga al tuo medico di famiglia, ad uno specialista o a un centro specializzato. E’ comunque importante cominciare e decidere di farlo. Su questo sito puoi consultare alcuni esperti a disposizione per aiutarti a costruire “Il tuo finale migliore”.

  • Ho un forte desiderio di assumere alcol
  • Bevo di più o per un tempo maggiore rispetto a quanto mi ero prefissato, perdo il controllo sul mio bere
  • Vorrei ridurre o controllare il mio bere ma non ci riesco
  • Mi  capita spesso di bere alcol nonostante sia consapevole che non dovrei.  Spesso perdo il controllo e non riesco a smettere di bere
  • A causa dell’alcol, dedico meno tempo ai miei interessi e alle mie passioni solo per essere sicuro di poter bere
  • Continuo a bere nonostante la consapevolezza che è estremamente dannoso fisicamente e/o psicologicamente per me stesso e per gli altri
  • Mi capita di aver bisogno di bere sempre di più per raggiungere lo stesso effetto
  • Mi capita spesso di avere i sintomi dell’astinenza come sudorazione, nausea o insonnia quando smetto di bere per un periodo. Continuo a bere solo per non avere questi sintomi

 

COSA SUCCEDE AL TUO CORPO?

L’alcol è una sostanza tossica. Il consumo elevato di alcol è pericoloso per l’intero organismo. Sia il consumo rischioso sia l’alcoldipendenza, infatti, sono associate ad un gran numero di altre patologie (patologie correlate). Tra queste:

Patologie epatiche: Fegato grasso, epatite alcolica, cirrosi

Patologie pancreatiche: Pancreatite acuta, pancreatite cronica

Patologie cardiovascolari: Cardiomiopatia, aritmia, infarto

Problemi gastrointestinali: Varici esofagee, lacerazioni di Mallory-Weiss

Disturbi neurologici: Sindrome di astinenza da alcol, crisi epilettica, encefalopatia di Wernicke, demenza, atrofia cerebrale, neuropatia periferica, deficit cognitivi, funzionamento motorio danneggiato

Disturbi del sistema riproduttivo: Disfunzione sessuale, amenorrea, anovulazione, menopausa precoce, aborto spontaneo

Neoplasie: Neoplasia del fegato, neoplasia del cervello e collo, neoplasia del pancreas, neoplasia dell’esofago

Comorbidità psichiatriche: Disturbi affettivi, disturbo d’ansia, personalità antisociale.

E alla tua vita?

L’alcoldipendenza oltre ad essere un pericoloso nemico della tua salute, compromette la tua vita anche sotto altre forme, condizionando le tue relazioni sociali e determinando ricadute negative anche nella vita delle persone che ti circondano.

Problemi legali: Incidenti stradali, azioni violente, causa di incidenti

Problemi lavorativi: Incidenti, lesioni, perdita del lavoro, disoccupazione cronica

Problemi familiari: Divorzio, abuso del coniuge, abusi e incuria dei figli, perdita della custodia dei figli

Effetti sui figli: Disturbi dell’apprendimento, problemi comportamentali, disturbi emotivi

Cosa puoi fare?

Puoi decidere di chiedere un supporto e iniziare a scrivere il tuo finale migliore.

Puoi confidarti con i tuoi familiari, con il partner, con gli amici, con il tuo medico di famiglia o rivolgerti ad uno specialista.

Puoi scegliere tra centri di alcologia, centri per le dipendenze (SerT, NoA, Comunità Terapeutiche, Dipartimenti di Salute Mentale) e partecipare alla terapia che ti verrà offerta secondo le più diverse impostazioni: farmaci, psicoterapia, interventi psicoeducativi e gruppi di auto aiuto.

Puoi rivolgerti a psichiatri, medici o altri specialisti in patologie alcol-correlate che ti indicheranno le terapie più corrette, a partire dai più recenti ed innovativi modelli di trattamento.

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